lunedì 7 marzo 2011

Intervista a Davide Pozzi in arte il Tagliaerbe

Prima di iniziare l'intervista, colgo l'occasione per ringraziare Davide Pozzi in arte il Tagliaerbe per il suo grande contributo che da al web italiano tutti i giorni e in particolar modo lo ringrazio per avermi dato la possibilia' di fargli un'intervista. Non immaginate quanto sono stato contento di poter avere questo onore! :-)

Nelle 10 domande ho cercato di chiedere al Taglia argomenti attuali che riguardano vari aspetti che penso possano essere riconducibili a tanti di noi che lavorano nel Web... Non mi staro' a dilungare piu' di tanto e vi lascio all'intervista che ritengo molto interessante...

Ecco la prima domanda:

1)Ti seguo da un po' di tempo Taglia e una cosa di cui si sente parlare, sono questi aggregatori fra cui alcuni famosi, ma tanti altri diciamo che sono "mondezza". Tu come pensi che Google dovrebbe trattare questa tipologia di sito?
A mio parere Google avrebbe dovuto spazzare via certi aggregatori da parecchio tempo (parlavo del “problema” già nel 2008: http://blog.tagliaerbe.com/2008/08/aggregatori-di-feed.html); comunque sia, pare che una recentissima modifica all’algoritmo (denominata “Scraper Update”) abbia fatto un po’ di pulizia.

2)
Nel web poi ci sono anche i siti di Article marketing e comunicati stampa. Ho l'idea che si è perso un po' il concetto di questi termini, in particolare di comunicato stampa... Tu taglia come pensi che debbano essere queste due tipologie di fonti per dare un vero valore al web?
Anche in questo settore, la qualità dei siti si fa molto desiderare. Chi scrive non si cura di diversificare i contenuti, e chi pubblica non si cura di verificare le duplicazioni. Ma anche qui, Google ha (finalmente) fatto un po’ di pulizia: pare che il “Farmer Update”, almeno negli USA, abbia tolto parecchio traffico a molti di questi siti.

3)
Dopo le prime due domande, questa è d'obbligo. Visto che si parla sempre di contenuti di qualità, si inizierà a guardare più al contenuto che ai link? E dopo il Google update e' giusto che si penalizzi solo i siti visti come aggregatori e content farms, o anche i siti che ne hanno fatto l'utilizzo per avere piu' link?
Questa è una eterna diatriba. In teoria l’ottimo contenuto dovrebbe attirare, quasi “magicamente”, ottimi link; in realtà sappiamo bene che non sempre è così. Credo che Google sarà costretto a guardare ai link (insieme ai “fattori sociali”) ancora per parecchio tempo, perché ad oggi non c’è modo, per un algoritmo “non umano”, di leggere un testo, interpretarlo e dargli un voto.
Circa le penalizzazioni: è sacrosanto che Google penalizzi aggregatori e content farm, se queste tipologie di siti rovinano le SERP; e ovviamente è giusto che venga colpito anche chi ha acquisito link in modo artificiale e “truffaldino”.

4)
Nel web tu Taglia ormai diciamo che ci sei dall'"era preistorica”, quindi hai visto l'evoluzione in tutta la sua storia in Italia... Cosa ne pensi di questi benedetti social? In particolare pensi possano in un futuro influenzare in modo considerevole le Serp?
Lo faranno sempre di più (anche Matt Cutts lo ha ammesso: http://blog.tagliaerbe.com/2010/12/matt-cutts-conferma-google-usa-i-dati-dei-social-ai-fini-del-ranking.html), un po’ per “moda”, un po’ per necessità. Come dico da tempo: una volta si linkava, ora si preferisce dare un like o un retweet. E questo, inevitabilmente, dovrà influenzare le SERP. 

5)Sempre sui social, su che argomenti pensi che adesso come adesso siano più adeguati utilizzarli e magari spenderci più tempo?
Se parliamo dello scenario italiano, Facebook è più “generalista”, quindi adatto a raggiungere un pubblico più orizzontale. Se invece facciamo riferimento a Twitter, i frequentatori sono ancora molto verticali, anche se le cose stanno pian piano cambiando. Comunque questi 2 social, e in particolare il primo, sono quelli su cui mi concentrerei maggiormente.

6)
SEO e Posizionamento. Lo so che dici che non sei un Seo, ma secondo me non è poi così vero….Se dovessi gestire un sito su cosa punteresti di più in percentuale?
-Ottimizzazione interna del sito
-contenuti
-link building
-social
Io sono molto “all’antica”, “etico-biologico”, e quindi direi:
1. contenuti (originali, a tema, di ottima qualità)
2. link building (naturale) e social, con la stessa priorità
L’ottimizzazione interna del sito è il telaio sul quale tutto si poggia, ma su quello i CMS più famosi sono già abbastanza SEO-friendly, senza necessitare di troppe modifiche…

7)
Nel web ci sono tante "mansioni", arrivati a questo punto pensi che sia giusto limitarsi a chiamare una figura solo SEO, SEM, Copywiter, DAO, SSM, etc.. o pensi che ormai una figura o una Web Agency debba essere tutto per offrire un buon Servizio? Ma soprattutto è possibile in Italia per le piccole-medie realtà applicare tutte queste cose guardando la tipologia di utente?
Questo è un bel problema, accentuato ultimamente dall’esplosione dei social (che devono ormai rientrare per forza in una strategia di presenza online). Credo che la visione “olistica” sia comunque d’obbligo: si sta capendo (o lo capiremo presto) che tutti gli strumenti vanno integrati per portare al risultato finale, e che quindi non è possibile fare solo SEO, o solo SMM…

8)
Mi metto nei panni di un cliente che vuole lanciarsi sul web, dove in Italia per la maggior parte di essi non hanno molte conoscenze sul campo e fin troppe volte mi è capitato di vedere passi fatti male un po’ per colpa della giungla che c’è nel web e un po’ per l’ignoranza generale. Tu cosa consiglieresti a un cliente per non rimanere scottato dalla sua prima esperienza?
Il cliente deve guardare alle conversioni, al ROI. Deve capire che non ha alcun senso essere al primo posto in Google per una certe chiave, o avere 100.000 fan sulla sua fan page, se poi queste cose non portano a nulla. Il focus deve quindi spostarsi sul risultato finale, e non su mere operazioni “di facciata”, utili solo a farsi belli con gli amici.

9)
L’Italia come tutti sappiamo è indietro nel campo del web, e le cose che funzionano su google.com, da noi arrivano sempre dopo, pensi che sia un vantaggio o uno svantaggio questo?
E’ un vantaggio. Se siamo un po’ furbi e seguiamo con attenzione quello che accade al di fuori dei nostri confini, possiamo facilmente capire quelli che saranno i trend, senza fare troppi sforzi. Ovviamente è necessario adattare quello che vediamo al nostro scenario: ci sono cose che succedono negli USA che da noi non vedremo mai, se non in forme completamente diverse.

10)
Decima e ultima domanda, ti chiedo di concludere con una tua previsione del web italiano. Si riuscirà a far capire a tutti i settori l’importanza di internet, oltre già quelli avviati dove la competizione è già alta? Ti chiedo questo perché per esperienza personale vedo che se ti sposti da settori come il turismo, non vedo tutta questa voglia di buttarsi nel web al momento sempre riferendomi a piccole-medie realtà visto che penso che la maggior parte di noi lavora su queste…
Da più di 16 anni cerco di “evangelizzare” (che brutta parola…) le persone circa l’importanza di Internet, spesso con risultati piuttosto deludenti. Le aziende italiane sono da sempre molto riluttanti alle novità, temono ciò che non conoscono, hanno paura di fare investimenti anche minimi se non vedono un ritorno istantaneo. Come dicevo nella risposta alla domanda 8, la chiave è spostare il focus sul risultato, cercando di evitare operazioni cosmetiche poco utili, soprattutto in tempo di crisi.

Intervista conclusa ragazzi, direi di fare un applauso a Davide Pozzi (Tagliaerbe)..... :-P Sperando che sia stata di vostro gradimento e ovviamente mi fa piacere anche sapere il vostro pensiero su questi argomenti e condividere le vostre esperienze.

Riferimenti Tagliaerbe: